Virus e armi batteriologiche: cosa ci insegna la pandemia Covid-19

Qualche tempo fa un servizio Rai “TgR Leonardo” del 2015 in poche ore é diventato virale perché parlava di un esperimento in un laboratorio di Wuhan. E’ stato ribadito che il virus responsabile di questa pandemia non è nato in laboratorio e che questa è una “bufala” anche se qualcuno afferma il contrario come il Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier. Ma attenzione!!! Il servizio RAI del 2015 informava che era stato creato un coronavirus “polmonare” nel laboratorio di Wuhan e sottolineava la preoccupazione di molti studiosi per i gravi rischi legati a quell’esperimento. Non entro in merito alla discussione per capire dove questa pandemia sia partita e come si sia sviluppata, ma sottolineo il fatto che questa è una occasione per fare finalmente chiarezza sul fatto che esistono decine di laboratori per la costruzione di armi chimiche, biologiche e batteriologiche operanti in tutto il mondo e che l’umanità tutta corre comunque grandi pericoli in quanto non abbiamo garanzie che vengano rispettati i principi etici generali e in particolare quelli di precauzione e prevenzione da chi gestisce questi laboratori.
Ricordo che si tratta di armi di distruzione di massa messe al bando da accordi internazionali ma la cui produzione è proseguita con la giustificazione della necessità di: “dotarsi di strumenti di difesa contro eventuali attacchi batteriologici da parte di altri Stati o da gruppi terroristici”, così si è scatenata la corsa allo studio e produzione di queste armi letali e dei loro antidoti. In questi ultimi anni si è aggiunto un altro grave pericolo dato dalla possibilità di manipolare il DNA e creare micro organismi assolutamente nuovi e sconosciuti, un enorme problema in più! Queste armi di distruzione di massa vengono definite “atomiche dei poveri“ proprio per la pericolosità e la facilità di costruzione.
Il problema è: chi controlla ciò che avviene in questi laboratori? Che sicurezza siamo in grado di fornire a noi stessi e ai nostri giovani? I rischi sono enormi visto che nessuno può escludere in assoluto che qualcosa possa sfuggire al controllo per errore, per incidente, o che, per volontà di qualche folle dittatore o di qualche organizzazione malavitosa, queste armi vengano usate volontariamente! Se a questo aggiungiamo i rischi dati dalle migliaia di testate atomiche sparse per il mondo dobbiamo chiederci: che follie sono queste?!? Che senso ha tutto questo? Chi permette tutto ciò, che tra l’altro costa minimo 1700 miliardi di dollari all’anno, 200 milioni all’ora dei nostri soldi di cittadini? Si tratta di una spesa enorme imposta per assecondare l’assurdo “principio di deterrenza” secondo il quale se tu hai un’arma di potenza 100, io devo averne una almeno di potenza uguale se non superiore, principio che mette gravemente a rischio la nostra salute, le nostre vite e dissangua le finanze pubbliche. Non sarebbe ora di uscire da questa follia?
Il “coronavirus” ci dimostra, che siamo veramente tutti vulnerabili, interdipendenti, che viviamo tutti insieme su quest’unico pianeta e proprio per questo abbiamo e avremo un comune destino. Solo uniti, tutti insieme, possiamo reagire per difendere la nostra salute, la nostra vita, la nostra libertà, la nostra dignità. Insomma bisogna cambiare paradigma socio istituzionale perché è chiaro che, come dice Albert Einstein “ La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo altrimenti il pianeta non si salva”. Dobbiamo perciò mobilitarci affinché nascano quanto prima istituzioni sovranazionali democratiche (Onu riformato) in grado di imporre una progressiva conversione delle fabbriche di armi (fabbriche di morte) in fabbriche per la vita e con un’Agenzia che da subito possa realizzare dei controlli in tutti i laboratori del mondo! Basta quindi segreti militari, segreti di Stato con i quali si mette a rischio la salute e la vita dei cittadini !
Insieme quali veri operatori di Pace di tutti i continenti con la collaborazione degli statisti più illuminati dobbiamo operare per cambiare la vergognosa, caoticabsituazione internazionale favorendo una presa di coscienza dei gravissimi rischi planetari a cui siamo esposti; questa presa di coscienza è indispensabile per proporre con determinazione una profonda revisione delle istituzioni internazionali. Aspirazione questa che non è un sogno ma una inderogabile necessità se veramente vogliamo affrontare le gravi emergenze a cominciare da quella ambientale, della sicurezza, di una più equa ripartizione della ricchezza, della difesa della privacy, della libertà etc.
In merito alla necessità di operare insieme, dopo parecchi anni di preparazione, è nata una Community Internazionale: UNITED PEACERS –The World Community for a New Humanism” per il coordinamento e la collaborazione dell’enorme esercito di operatori di pace impegnati in tutto il mondo per il rispetto dei diritti fondamentali e per una civile e pacifica convivenza. Operatori che finora senza coordinamento operativo non sono riusciti a farsi ascoltare ma che tutti insieme, con la forza dei grandi numeri potranno proporre se non imporre i necessari cambiamenti per avviare un Nuovo Umanesimo a vantaggio di tutti i popoli. Tutti insieme UNITED PEACERS possiamo cambiare! Partecipa anche tu diventa Operatore di Pace! 

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